Ring of Fame


All'interno dell'Edward Jones Dome, i Rams hanno istituito il "Rams Ring of Fame" per celebrare i campioni che hanno fatto la storia della squadra, senza dimenticare le leggende di St. Louis negli anni in cui la squadra di football della città erano i Cardinals.

Fanno parte del Ring of Fame 13 giocatori, tutti Hall of Famers, che hanno lasciato un segno indelebile non solo nella storia dei Rams o del football a St.Louis, ma anche nella stessa NFL, ed alcuni di loro detengono alcuni record in carriera tuttora insuperati.
Per essere ammessi al Ring of Fame, ricevendo il trofeo che vedete raffigurato a lato, è necessario che i giocatori siano stati eletti nella Hall of Fame ed abbiano giocato la maggior parte della propria carriera nei Rams o nei St.Louis Cardinals.
Per questo motivo non trovano posto autentiche leggende come Andy Robustelli, che giocò nei Rams dal 1951 al 1955 ma che spese il doppio degli anni nelle fila dei New York Giants, o Dick "Night Train" Lane, DB nelle stagioni 1952-53, che lasciò i Rams per i Chicago Cardinals ed i Detroit Lions, o ancora "Broadway Joe" Namath, che giocò nei Rams nella stagione 1977 ma che deve la sua presenza nella HoF alla sua mirabolante carriera nei New York Jets.

I magnifici 13, in rigoroso ordine alfabetico, sono: Eric DICKERSON, Dan DIERDORF, Tom FEARS, Elroy "Crazy Legs" HIRSCH, David "The Deacon" JONES, Tom MACK, Merlin OLSEN, Jackie SLATER, Jackie SMITH, Norm VAN BROCKLIN, Bob WATERFIELD, Larry Wilson e Jack YOUNGBLOOD.

Per ognuno di essi pubblichiamo una breve scheda biografica.


 

 
Thomas Lee Mack
Offensive guard (1966-1978)

Tom Mack è stato uno dei più grandi linemen che la storia dei Rams ricordi. Nato a Cleveland, figlio di un giocatore professionista di Baseball dei Cleveland Indians, Mack venne selezionato con la prima scelta (seconda assoluta) dai Rams nel draft del 1966 dopo quattro anni fantastici a Michigan, e resistette alla selezione terribile che quell'anno coach Allen operò sulla squadra. Solo due furono infatti i rookies che superarono il training camp, e Mack fu uno di questi.

Mack non impiegò molto tempo per trovare un posto fisso in squadra. Promosso titolare alla quinta partita della stagione a causa dell'ìnfortunio di Don Chuy, giocò tre partite da starter, per poi venire rimpiazzato da Ted karras, ma nel giro di un paio di settimane riconquistò il posto di guardia sinistra che occupò senza interruzioni per i 12 anni seguenti.

Nelle sue 13 stagioni con i Rams, Mack disputò ben 184 partite, cioè tutte quelle che i Rams disputarono tra il 1966 ed il 1978, anno in cui Mack decise di ritirarsi. Nel 1967 Mack conquistò il primo di 11 Pro Bowl (solo nel 1966 e nel 1976 non venne selezionato) che, assieme alle quattro nomination per il first team All Pro ed altrettante per il second Team, costituiscono i riconoscimenti individuali che hanno coronato la sua carriera.
A livello di squadra Mack contibuì ad uno dei migliori periodi dei Rams. Tra il 66 ed il 78, infatti, la squadra californiana postò un rispettabilissimo 129-48-7 (per una percentuale di vittoria di .720), conquistando otto titoli divisionali e giocando quattro finali NFC (tutte purtroppo perse).

Mack venne introdotto nella Hall of Fame della NFL nel 1999, e la cerimonia del suo ingresso aprì la stagione che vide i Rams riconquistare il titolo NFL dopo 48 anni.
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David "Deacon" Jones
Defensive End (1961-1971)

"My name is Deacon Jones, and i've come to preach the gospel of winning football to the good people of Los Angeles. Yes, my friends, the Deacon is here to assume his rightful place in the National Football League, come to L.A. with lightning in his stride and thunder in his moves, to teach the ignorant the ways of gridiron, to bring certainty to those uncertain how the game should be played, and above all - to serve justice to the enemies of the Los Angeles Rams".
"Deacon" JonesEra il 1961, e queste parole vennero pronunciate alla conferenza stampa di presentazione dei Los Angeles Rams da una sconosciuto, scelto al 14esimo giro del draft, proveniente da un piccolo college riservato ai giocatori di colore: Mississippi Vocational. Nessuno poteva immaginare che lo sbruffone, l'invasato che aveva pronunciato quelle parole sarebbe poi diventato il più grande defensive lineman di tutti i tempi, l'inventore del termine "sack" ed il suo più perfetto esecutore. Prima dell'avvento di Deacon Jones, i defensive lineman erano giocatori dalla grossa mole che dovevano tenere occupati gli uomini della linea offensiva per permettere ai linebackers di fermare il gioco di corsa. Jones reinventò totalmente questo ruolo e lo rese predominante. La sua potenza, la sua forza e la sua velocità lo facevano un giocatore dall'impatto devastante, tanto che in pochi anni tutti i maggiori coach della NFL, da Lombardi a Landry, furono obbligati a cambiare il gameplan quando affrontavano i Rams, per aggiustare il proprio attacco per minimizzare il "fattore Jones".
Sebbene le statistiche ufficiali sui sacks individuali siano conteggiate solo a partire dal 1982, Deacon Jones è stato a lungo il giocatore con più sacks in carriera (173.5 in 191 partite disputate), solo recentemente sorpassato da Reggie White. Il suo record di 26 sack in una stagione (che, tra l'altro, contava solo 14 partite), è tuttora imbattuto, sebbene i libri dei record non lo ritengano un record ufficiale.
Molti uomini di linea offensiva ancora oggi ricordano con terrore il suo famoso "headslap", un colpo a mano aperta proprio dove il casco ha l'apertura per l'orecchio, che li lasciava storditi a cercare di ricordare quale fosse la targa del camion che li aveva investiti, e molti quarterbacks si ricordano ancora le yards corse alla disperata con il fiato di Jones sul collo.
Deacon Jones formò con Merlin Olsen, Rosey Grier e Lamar Lundy un temibile front-four denominato "The Fearsome Foursome", capace di portare una squadra come i Los Angeles Rams a contendere il titolo nientemeno che ai mitici Packers di Vince Lombardi.
Oltre alla sua naturale potenza in campo, Jones fu (ed è tuttora) un grande personaggio fuori dal campo. Strenuo difensore dei diritti degli uomini di colore, politicamente impegnato con Bob Kennedy (fu tra le sue guardie del corpo nella campagna elettorale che costò la vita al senatore), fu anche uno dei promotori del primo sciopero dei giocatori NFL nel 1967. Questa sua attitudine ad emergere in qualsiasi attività decidesse di intraprendere non gli portò solo fama, gloria e successo.
Quando, a Natale del 1968, il proprietario dei Rams Dan Reeves licenziò a sorpresa il coach George Allen, Deacon Jones capeggiò la rivolta dei giocatori, che minacciarono di smettere di giocare se non fosse stato reintegrato Allen come capo allenatore. Alla fine la linea dura vinse, ma nel giro di tre anni tuti i giocatori protagonisti della rivolta vennero ceduti, non ultimo Deacon Jones.
La fulgida carriera di Jones si svolse quasi per intero nei Los Angeles Rams, dove imperversò dal 1961 al 1971, battendo ogni record per un defensive lineman: 100 tackles in una stagione (1967), 26 sacks in una stagione (1967), 7 stagioni consecutive con più di 10 sacks (1964-1970) di cui tre con più di 20. Fu convocato per dieci volte al Pro Bowl e fu nominato MVP difensivo della NFL nel 67 e nel 68.
Trasferito ai San Diego Chargers nel 1972, Jones si fermò in California solo due stagioni, per poi finire la carriera nei Washington Redskins. Ritiratosi nel 1975, Jones venne inserito nella Pro Football Hall of Fame nel 1980, completando così la serie di Hall of Fames che o vedono membro: South Carolina, Florida, South Carolina State College. L'NFL lo ha anche inserito nel "Dream Team" del 75^ anniversario.
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Elroy "Crazylegs" Hirsch
Running Back e Wide Receiver (1949-1957)

Elroy Hirsch fu uno dei più grandi atleti che la storia del football ricordi, dove per "atleta" si intende una persona dalle caratteristiche e capacità fisiche di molto superiori alla media. Basti pensare che durante la sua permanenza all'università di Michigan, durante la seconda guerra mondiale, Hirsch fu una superstar in quattro differenti sport: Football, Basket, Baseball ed Atletica Leggera.
Hirsch nacque a Wausau nel Wisconsin nel 1923, ed iniziò la sua carriera universitaria nei Badgers, per poi trasferirsi a Michigan a causa del suo arruolamento nella Marina Militare durante la seconda guerra mondiale.
Durante una partita di Wisconsin contro Great Lake Naval Station nel 1942, un reporter del Chicago Daily News, tale Francis Powers, descrisse il suo stile di corsa con queste parole: "His crazy legs were gyrating in six different directions, all at the same time; he looked like a demented duck.". Da quel momento fu "Elroy "Carzylegs" Hirsch per tutti, ed il nickname lo accompagnò per il resto della sua carriera.
Dopo due anni nella AAFC nei Chicago Rockets, in seguito alla fusione della AAFC con la NFL Hirsch approdò ai Los Angeles Rams, dove restò dal 1949 al 1957, anno del suo ritiro dal football professionistico.
Hirsch arrivò da Chicago preceduto da una fama di giocatore sì estroso, atletico e virtualmente imprendibile, ma anche di atleta spesso soggetto ad infortuni. Nel periodo di Chicago, infatti, Hirsch subì una gravissima lesione ai legamenti del ginocchio ed una frattura cranica che fecero temere per la sua carriera.
Fu per questo motivo che a Los Angeles Coach Clark Shaughnessy ebbe l'intuizione di spostare Hirsch dalla sua posizione di Halfback, schierandolo in una posizione a metà tra il runner ed il wide receiver, inventando così di fatto la posizione di "Flanker". Inoltre Shaughnessy impose a Hirsch di usare un nuovo tipo di casco, sostituendo quello in cuoio rinforzato con uno in materiale plastico, più resistente.
Hirsch, assieme al compagno di squadra Tom Fears, fu uno dei giocatori cardine per la vittoria dei Rams nel campionato 1951. In quella stagione "Crazylegs" guadagnò ben 1495 yards su ricezione, un record che sarebbe durato per altri 20 anni, frutto di 66 ricezioni delle quali 17 risultanti in un touchdown.
Pur senza vincere altri titoli con la squadra di Los Angeles, Hirsch ebbe una carriera coi fiocchi, ed al suo ritiro, avvenuto al termine della stagione 1957, i numeri di Hirsch parlavano di 387 ricezioni, 7029 yards, e 60 touchdowns.
Hirsch venne inserito nella College Football Hall of Fame nel 1974, sei anni dopo essere stato inserito nella Pro Football Hall of Fame.
Hirsch morì nel 2004 ad 80 anni.
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Thomas Jesse Fears
Wide Receiver (1948-1956)

Thomas Jesse Fears, di origini messicane, fu considerato da molti l'erede del grande Don Hutson nel ruolo di Wide Receiver, soprattutto dopo che nei primi tre anni di carriera polverizzò qualsiasi record precedente di ricezioni in stagione (77 nel 1949 e 84 nel 1950) ed in partita (ben 18 il 12 Novembre 1950 contro i Green Bay Packers.
Fears, inizialmente reclutato dal Santa Clara College, dovette interrompere gli studi (e la pratica del football) per servire la patria durante la Seconda Guerra Mondiale, ma al suo ritorno ottenne un posto ad UCLA dove disputò due stagioni da junior e senior che terminarono con la nomina ad All-America.
Draftato dai Rams nel 1945 (prima che si trasferisse ad UCLA - il draft aveva regole leggermente diverse rispetto ad oggi -) come Defensive Back, fu coach Clark Shaughnessy a trasformarlo nel primo Wide Receiver della storia. Fears infatti si allineava lontano dal tackle, nella posizione che oggi conosciamo come Wide Receiver, appunto, e grazie alla connessione con i quarterback Bob Waterfield e Norm Van Brocklin, si trasformò in un'arma letale per le difese avversarie.
Fu proprio un passaggio di Norm Van Brocklin per Tom Fears, il quale trasformò il lancio da 13 yards in uno sprint da 73 yards, che valse il touchdown della vittoria contro Cleveland nella finale del 1951, riportando così il titolo in casa Rams per la prima volta dopo lo spostamento da Cleveland e dopo aver perso la finale i due anni precedenti.
La carriera di Fears terminò dopo nove stagioni a Los Angeles, nel corso delle quali ammassò 400 ricezioni per 5397 yards e 38 touchdown, numeri impressionanti per l'epoca.
Fears non abbandonò comunque l'ambiente, ed iniziò la carriera di coach facendo da assistente all'astro nascente Vince Lombardi nei Packers ed all'ex compagno di squadra Bob Waterfield nei Rams.
L'occasione per diventare Head Coach arrivò dai New Orleans Saints nel 1967, la loro stagione id esordio nella lega, ma dopo quattro stagioni perdenti venne silurato, e si trasferì a Philadelphia, dove fece l'offensive coordinator sotto coach Ed Khayat.
Nel mentre Tom Fears venne inserito nella Hall of Fame con la classe del 1970, e nel 1974 venne chiamato a ricoprire l'incarico di Head Coach nei Southern California Sun della neonata World Football League.
Nel 1976 venne nominato nella College Hall of Fame, ed iniziò una attività di scout per alcune squadre NFL e di consulente cinematografico per alcuni film che parlavano di football, il iù famoso dei quali fu "North Dallas Forty" (noto in Italia come "I Mastini del Dallas"), che gli procurò una "scomunica" da parte della NFL e gli divenne impossibile trovare lavoro in qualsiasi modo in una franchigia della National Football League.
Ripiegò quindi sul College e sulla USFL, diovenendo il direttore del personale dei Los Angeles Express, ma anche in quel caso durò poco.
L'ultimo contatto con il football fu la nomina a Head Coach della squadra di Milano della nuova International League of American Football, che però non partì mai, battuta sul tempo dalla World League (la futura NFL Europe).
Nel 1994 a Fears venne diagnosticato il morbo di Alzheimer, malattia che ne provocò il decesso nel 2000.
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Daniel Lee "Dan" Dierdorf
Offensive Tackle (1971-1983)

Il destino di Dan Dierdorf era segnato già alla nascita, avvenuta infatti a Canton (Ohio), sede della Pro Football Hall of Fame, dove fece il suo ingresso nel 1996 grazie alla straordinaria carriera sui campi da football vestendo per 13 stagioni la maglia dei St.Louis Cardinals.
Possente uomo di linea proveniente da Michigan, Dierdorf venne draftato dai Cardinals al secondo giro (scelta numero 43) nel 1971, e giocò le sue prime tre stagioni come guardia offensiva. Nel 1974 venne definitivamente spostato a offensive tackle, ruolo nel quale riuscì ad esprimersi al meglio delle sue potenzialità, conquistando la convocazione al Pro Bowl per ben sei anni in sette stagioni.
Per ben tre volte venne eletto NFC Offensive lineman of the year, e per ben due stagioni consecutive, nel 1976 e nel 1977, Dierdorf non concesse ai propri avversari diretti alcun sack.
Dierdorf passoò le ultime due stagioni della sua carriera nel ruolo di centro, prima titoplaer, nel 1982, poi come riserva nel 1983, la sua ultima stagione.
Dopo il suo ritiro, avvenuto nel 1983, Dierdorf si diede alla carriera televisiva con grande successo. Per ben dieci anni Dan fece parte della crew della ABC per il Monday Night's Football, nel ruolo di "color commentator", senza disdegnare anche qualche cronaca di boxe e la copertura delle Olimpiadi invernali di Calgary.
Ad oggi Dierdorf continua la sua attività di telecronista per la CBS.
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