La prima uscita stagionale di Rams e Panthers ci ha portato in dote una partita bruttarella tra due squadre ancora chiaramente fuori registro. L’ormai consolidata prassi di Sean McVay di risparmiare tutti i titolari dalla preseason ha portato, per il secondo anno consecutivo, ad un esordio dei vari Goff, Gurley, Donald e compagnia cantante molto in sordina per l’evidente ruggine che ancora devono scrollarsi di dosso. Sulla sponda dei padroni di casa, invece, oltre ad un McCaffrey onnipresente e già più che pimpante, si è visto molto poco. Un Cam Newton lontano parente dello scrambler che fa ammattire tutti i defensive coordinator avversari ogni santa settimana, bloccato sulla corsa e piuttosto impreciso nei passaggi. Anche le difese non hanno fatto vedere grandi cose, segno che ancora c’è da lavorare parecchio su entrambi i fronti.
I Rams possono essere abbastanza soddisfatti della prestazione di linebacker centrali e defensive back, con un Corey Littleton dominatore della zona centrale del campo ed autore anche di un intercetto, mentre sul fronte della pass rush molto c’è ancora da fare. E’ vero che Matthews (1) e Fowler (2) hanno atterrato Newton dietro la linea per tre volte, ma spesso si è trattato di un problema di comunicazione in linea d’attacco per Carolina, più che di azioni veramente dovute ad una pass rush convincente.
I Panthers sono sembrati molto monodimensionali in attacco, con McCaffrey che ha fatto tutto quello che poteva per cercare di mantenere Carolina in partita, quasi riuscendo, tra l’altro, a completare una rimonta che avrebbe avuto del sensazionale, ma al di là dell’uomo di punta dell’attacco, ai Panthers sono mancati Newton, che ha svolto un compitino da sei striminzito, ed una difesa ppiù decisa ed aggressiva, che non ha sfruttato a dovere l’evidente gap tecnico con la parte sinistra della linea offensiva dei Rams  formata dagli esordienti (come starter) Joe Noteboom e Brian Allen. Tutto sommato una buona prova per le due novità molto attese della linea dei Rams, ma i test probanti saranno altri, a cominciare da domenica prossima quando, al Coliseum arriveranno i Saints che hanno ancora il dente avvelenato dalla finale di conference della scorsa stagione.
Un discorso a parte va fatto per Todd Gurley, che tutti attendevano al varco per l’ormai celebre telenovela sullo stato del suo ginocchio, ormai ribattezzata “The Patella Novella”. Non abbiamo avuto grandissime rivelazioni sullo stato effettivo del ginocchio del runningback, che ha iniziato lento per poi finire in crescendo accumulando quasi cento yard, ma già solo il fatto che sia stato alternato a Malcolm Brown, dando un drive a testa di gioco, con quest’ultimo che ha sfruttato alla grande la sua occasione segnando due touchdown, fa pensare che ogni volte che qualcuno dell’organizzazione dice di Gurley “he’s just fine” un naso si allunghi di qualche centimetro. Non più tardi di venerdì Sean McVay, alla domanda se Gurley avesse una qualche sorta di “chilometraggio limitato” a partita, l’head coach ha risposto di no, ma è evidente che l’utilizzo del numero 30 sarà ben diverso rispetto a quello che siamo stati abituati a vedere nelle ultime due stagioni.
La partita, come dicevamo in apertura, non è stata un granchè. Inizio sonnacchioso, con entrambe le squadre incapaci di muovere veramente al palla e con la difesa dei Rams che saliva subito in cattedra provocando con Littleton, senza dubbio il miglior giocatore in campo in casa Rams, un turnover.
Dopo un po’ di batti e ribatti, nei quali da una parte si rivedeva in campo, e protagonista attivo, Cooper Kupp, che riceveva diversi palloni, e dall’altra ci si rivolgeva a Christian McCaffrey se si voleva cavare qualcosa di buono da un playcalling piuttosto conservativo, nel secondo quarto arrivavano finalmente i primi punti sul tabellone.
Era Greg Zuerlein, dopo che il suo collega Siye aveva sbagliato un field goal dalle 53 a fine primo quarto, a piazzare la palla in mezzo ai pali con un calcio da 49yard, e subito dopo i Rams approfittavano di un grosso pasticcio combinato dall’attacco dei Panthers. Cam Newton lanciava u n passaggio all’indietro verso Moore, che però droppava il pallone. Il più lesto ad accorgersi che si trattava di un fumble era Samson Ebukam, che recuperava l’ovale sulle 15 avversarie. Tempo di un paio di sfondamenti centrali di Brown, ed anche il primo touchdown della stagione per i Los Angeles Rams era cosa fatta. A completare la prima metà di gioco arrivava anche il secondo field goal di Zuerlein (una cannonata da 56 yard). Nell’unico momento in cui i Panthers hanno mostrato qualche segno di vita, Newton riusciva a portare i suoi a distanza da field goal a due secondi dallo scadere, e stavolta Siye non sbagliava, mandando le squadre al riposo sul 13-3.
I Rams, tra l’altro, dovevano fare a meno di Eric Weddle, uscito con una probabile concussion e la testa piena di sangue per un taglio in fronte provocato da una ginocchiata (involontaria) di McCaffrey che, nel tentativo di saltare il placcaggio, andava ad impattare sul giocatore.
Nel secondo tempo l’attacco dei Rams sembrava girare meglio e Todd Gurley scaldava i motori, ma era ancora Zuerlein a dover risolvere il drive con un calcio dalle 27 che riportava a 16 i punti di vantaggio per i Rams.
Anche per Carolina la pausa di metà tempo sembrava giovare, e McCaffrey violava l’end zone avversaria per la prima volta in stagione per il touchdown del 16-10 con una bella azione in cui il runningback prendeva direttamente lo snap dal centro, fintava l’handoff su Newton e si infilava in un corridoio vuoto per entrare in end zone praticamente intoccato.
Nel drive successivo arrivava la prima svolta della partita. Sulle 44 di Carolina, Goff lanciava per Reynolds, il quale si faceva sfuggire il pallone dopo aver goffamente ricevuto, ed i Panthers recuperavano l’ovale per quello che sembrava essere un fumble, ma gli arbitri chiamavano l’incompleto. Pronta la chiamata di challenge per Rivera, ma l’esito era uno dei più strani mai visti. Il passaggio risultava completo, perché il referee giudicava completata l’azione della ricezione, ma poiché non c’era sufficiente evidenza per stabilire se la palla fosse stata persa prima o dopo che Reynolds toccasse terra con il ginocchio, restava la chiamata iniziale di incompleto. I Rams ci perdevano qualche yard ma, cosa più importante, mantenevano il possesso di palla e potevano proseguire il drive, che terminava con la corsa in touchdown di Malcolm Brown, che ristabiliva le distanze.
I Panthers rispondevano con un field goal di Siye dalle 52, ma la partita sembrava oramai indirizzata. A riaprirla ci pensava una prima volta lo special team dei Panthers che, dopo aver costretto ad inizio partita Hekker ad un punt da sette yard, bloccava il calcio e restituiva la palla al proprio attacco sulle 5 yard offensive. Due corse e McCaffrey entrava in end zone, portando il punteggio sul 23-20, ridando un po’ di vitalità ad un attacco che sembrava aver ormai mollato il colpo.
Goff si faceva intercettare malamente da Bradberry che si avventava su un pallone che il numero 16 di Los Angeles lanciava molto arretrato rispetto alla posizione di Brandin Cooks, ma una gran difesa sventava il pericolo sorpasso costringendo i Panthers al three-and-out. Gurley si caricava l’attacco sulle spalle e costruiva in drive perfetto che portava i Rams  fino alle 5 avversarie, da dove Goff trovava Higbee per il touchdown che sembrava chiudere l’incontro.
I Panthers non ci stavano, però, ma il tentativo di rimonta si spegneva sull’intercetto di Littleton che sembrava chiudere la pratica. Littleton ritornava la palla fino alle 17 avversarie, ma una stupida penalità di Peters faceva arretrare i Rams di 15 yard. Zuerlein sbagliava il field goal dalle 41, ed i Panthers intravvedevano la possibilità del miracolo.
McCaffrey portava la palla fino alla goal line avversaria, da dove Armah sfondava per il touchdown del 30-27. L’onside kick di Carolina, però, non andava a buon fine, così Gurley poteva guadagnare con relativa semplicità quel primo down che serviva ai Rams per chiudere la partita.
Una buona vittoria, quindi per i Rams, che battono una squadra che molti vedono ai playoff a fine stagione. Certo, bisognerà lavorare molto su entrambi i fronti. Da una parte perché se si hanno ambizioni di playoff deve innanzitutto migliorare il gioco di Cam Newton, e poi qualcuno dovrà farsi avanti per dare un po’ di respiro a McCaffrey, che è sì giovane, ma andrebbe gestito in modo migliore. Finché Newton resterà l’ombra di sé stesso, comunque, le scelte del coaching staff di Carolina non saranno molto diverse da quelle di ieri sera. Settimana corta per Carolina, che già giovedì sera ospiterà i Buccaneers.
I Rams, invece, ospiteranno al Coliseum i New Orleans Saints nella partita più sentita della settimana. C’è un championship da vendicare (con relativo strascico di polemiche) ma per quanto visto ieri sera, i Rams non sono ancora pronti a giocare al meglio contro un avversario ostico come i Saints. A meno che (ma la vedo davvero difficile) quella di Charlotte non fosse una partita di preparazione per quella di domenica prossima.
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