Le recentissime notizie sulle transazioni difensive dei Los Angeles Rams hanno sicuramente sconcertato la fan base, generando decine e decine di discussioni e lasciando nell’incertezza una buona parte di tifosi che sono stati presi letteralmente in contropiede dalle trade di Robert Quinn prima e Alec Ogletree ieri sera.
Cerchiamo di mettere un po’ di ordine, quindi, provando a capire la strategia del front office e cosa può aver portato a privarsi di due giocatori talentuosi come Ogletree e Quinn.
Innanzitutto ci sono i problemi di salary cap. I Rams devono cercare di arrivare ad avere una cinquantina di milioni di spazio per  mettere sotto contratto Aaron Donald, e questo è l’obiettivo primario di questa offseason. Non possiamo pensare né ad un altro holdout come quello dello scorso anno né, peggio ancora, ad un mancato rinnovo del contratto. Donald è il miglior difensore della lega, quindi bisogna dargli i soldi che chiede, zitti e pedalare. In questo senso le cessioni di Quinn ed Ogletree fanno risparmiare dei bei soldoni, avendo entrambi dei contratti leggermente sovradimensionati rispetto al reale valore dei giocatori, esattamente (ma non tanto quanto) il contatto di Tavon Austin, un altro giocatore destinato a lasciare Los Angeles sponda Rams. Il front office sta cercando di ricavarci qualcosa offrendolo in giro per la NFL, ma il giocatore ha poco mercato sia per il contrattone che per la limitata efficacia mostrata nelle ultime stagioni, se poi contiamo che comunque sarà free agent a breve, perché pagare anche solo una settima scelta per qualcuno che puoi avere gratis e con un contratto da rifare da zero solo aspettando qualche giorno?
Accumulare spazio soto il cap, inoltre, serve sia per cercare di trattenere Trumaine Johnson e Sammy Watkins, due giocatori che il front office ha dichiarato di non voler mollare tanto facilmente, sia per cercare in free agency i rimpiazzi per i giocatori perduti.
All’aspetto economico si affianca quello tecnico. Non è un mistero che Wade Phillips non fosse soddisfatto del personale a sua disposizione per impostare la sua famosa difesa 3-4. La scorsa stagione ha dovuto fare di necessità virtù per via di una serie di vincoli e di situazioni che gli hanno impedito di polasmare la difesa a suo piacimento. L’attacco era decisamente una priorità maggiore, ed infatti è stato il reparto in cui più si è intervenuti, rivoltandolo come un calzino.
Quest’anno tocca alla difesa, e come sua abitudine (l’aveva già fatto a Denver) Phillips inizia a costruire la sua difesa dalla secondaria, come dimostrano l’acquisizione di Peters, il tag su Joyner ed il tentativo di tenere Johnson.
Il reparto linebacker è stato sicuramente quello che ha performato meno, la scorsa stagione. Giocatori che si sono adattati ad un ruolo non consono alle proprie caratteristiche hanno fatto sì che la difesa dei Rams abbia sofferto tantissimo sulle corse, dove i linebacker interni sono decisamente più sollecitati rispetto ad una normale 4-3. Possiamo ricordare diverse partite in cui la nostra difesa ha concesso troppo sulle corse persino ai backup runningback avversari. Qualcosa andava evidentemente fatto.
La situazione del reparto linebacker è, al momento, un puzzle. Dei titolari dello scorso anno il solo Mark Barron è ancora al suo posto, e non è detto che ci resti, avendo anch’egli un bonus di 10 milioni di dollari da guadagnare entro il 16 Marzo. Tagliandolo se ne risparmiano sette, che potrebbero bastare per portare a casa un sostituto all’altezza. Il resto dei linebacker attualmente a roster comprende Corey Littleton e Sansom Ekuban, giocatori in ascesa nella seconda parte della stagione, Bryce Hager e Carlos Thompson.
Il prossimo draft non è ricchissimo di talento, come linebacker, ma un paio di prospetti discretamente interessanti sono Leighton Vander Esch (Boise State) e Tashaan Evans (Alabama), entrambi linebacker interni. Possibile che Snead ed il coaching staff abbiano buttato un occhio su questi due giocatori, che dovrebbero essere ancora disponibili al turno di alla scelta dei Rams.
Impensabile, però, credere di poter rifare tutto via draft, ed allora l’accumulo di scelte (a questo punto al sesto giro possono uscire tutti quanti, perché i Rams hanno un pacco di scelte che monopolizzerà il draft per un bel po’…) può essere letto anche in funzione di crearsi un tesoretto da spendere in eventuali trade.
Il mercato della free agency, poi, offrirà un buon numero di giocatori molto interessanti, lasciando al front office ampio margine di manovra per portarne a casa qualcuno. Pensiamo alla coppia di linebacker di Denver Shaq Barrett e Todd Davis, che diventeranno free agent tra una settimana, oppure a Williamson dei Tennessee Titans, o Brown dei Washington Redskins. Le soluzioni sono tante, ed anche interessanti, per cui non vediamo l’ora di leggere qualche annuncio di acquisizione da parte di Les Snead.
Per terminare questo lungo pippone, vorrei fare ancora due considerazioni. La prima riguarda il numero di giocatori “di St.Louis” ancora in squadra. Al momento sono 12, diventeranno 11 con il rilascio probabile di Austin, forse 10 se non verrà trovato un accordo con Johnson.
La seconda, invece, parla sempre di “superstiti”, ma relativamente ai giocatori acquisiti grazie alla famosa trade “RGIII”. Alec Ogletree era uno dei due ancora in squadra assieme a Michael Brockers, che resterà solo soletto. Infatti, in ordine di scelta, Michael Brockers è ancora ai Rams, Janoris Jenkins è ai Giants, Isaiah Pead non è in NFL, Rokevious Watkins non è in NFL, Alec Ogletree è ai Giants, Stedman Bailey non è in NFL, Zac Stacy è ai Jets e Greg Robinson è ai Lions.
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