A Los Angeles il “Panic Button” non è ancora stato premuto, ma le dita sono vicine, maledettamente vicine., Lo sfiorano, lo accarezzano, passano sulla superficie curva, liscia e rossa, e la tentazione di dare una bella pressione e far scattare l’allarme nucleare c’è eccome, ed è evidente. E’ esattamente la situazione di cui parlavamo in sede di pronostico prestagione: tutto sta a gestire il momento in cui arriveranno le prime sconfitte per una squadra che ha fin qui fatto un percorso quasi netto come infortuni ed ha tenuto il campo anche in occasione della sconfitta contro i Saints. Fino al Monday Night dei record vinto 54-51 contro i Chiefs. Da allora, il black out. Una vittoria risicata contro i Lions, una sconfitta netta contro i Bears e, ieri notte, la seconda sconfitta consecutiva contro i Philadelphia Eagles, che saranno sì i campioni in carica, ma quest’anno non stanno certo ripetendo la stagione del titolo ed hanno una lista infortunati lunga quanto un elenco telefonico.
 
Dopo la disfatta di Chicago, i Rams erano attesi ad un riscatto contro i Philadelphia Eagles al Memorial Coliseum, ma hanno steccato per la seconda volta consecutiva.
Corsi e ricorsi storici. Come lo scorso anno, Nick Foles (Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più? –cit.) sostituisce Carson Wentz e fa a fettine la difesa dei Rams portandosi a casa una vittoria importantissima per gli Eagles che restano aggrappati con le unghie e con i denti ad un posto nelle wild card. Come lo scorso anno, un erroraccio su un punt return consegna virtualmente la partita agli Eagles, anche se non è stato l’episodio decisivo ai fini del risultato di 30-23 per gli Eagles, punteggio che è sostanzialmente maturato nel secondo tempo, quando gli Eagles hanno allungato definitivamente grazie ad un paio di magie di Foles ed a qualche ricezione da circo di Jeffery.
Sotto 30-13 i Rams si sono finalmente svegliati ed hanno quasi impattato la partita, ma la rimonta di Goff e compagni ha dovuto attendere più del dovuto, perché dopo che la difesa aveva fatto il suo dovere, Jo Jo Natson pensava bene di ritornare un punt tenendo il pallone come una baguette, Sarà stato il vento o la maionese che fuoriusciva dal panino, fatto sta che questa baguette gli sfuggiva dalle mani e veniva recuperata dagli Eagles. I Rams li costringevano nuovamente al punt, ma dovevano accontentarsi di dover attraversare il campo con meno di un minuto sul cronometro e senza time out. Impresa titanica già normalmente, figurarsi se invece che a Cooper Kupp il braccio di Goff si doveva affidare alle mani di Josh Reynolds.
Gli Eagles hanno tenuto bene il campo per tutta la partita, rintuzzando le corse di un Gurley ad un certo punto mezzo infortunato (ginocchio in disordine, si attendono ulteriori esami e sviluppi) e mettendo un sacco di pressione su Goff che, esattamente come domenica scorsa a Chicago, ha iniziato a buttare palloni non proprio puliti ed a prendersi rischi inutili.
La linea d'attacco di Los Angeles non ha ripetuto la prestazione pessima di Chicago, ma qualcosa non sta andando per il verso giusto, perchè la tenuta non è più quella di inizio stagione quando si era arrivati a dire che quella dei Rams fosse la miglior linea offensiva della lega.
Mentre da una parte un GOff impreciso lanciava altri due intercetti, uno dei quali assolutamente folle buttando letteralmente via la palla per non subire un sack, dall'altra parte un ordinato Nick FOles non si faceva prendere dal panico e con estrema pazienza attendeva lo svilupparsi delle tracce pescando il ricevitore libero per guadagnare terreno senza strafare. Un paio di imprecisioni, un big play da quasi 50 yard su Jeffery, ma tutto sommato la prestazione di FOley era tale da collezionare tanti passaggi completi nel medio corto per mangiare minuti sul cronometro e guadagnare costantemente terreno. Neutralizzato lo spauracchio Donald, tutto era più semplice per l'attacco di Philadelphia, che lanciava e correva con buoni risultati. A questo proposito c'è da analizzare la tendenza della difesa impostata da Wade Phillips da dopo il bye, che non aiuta di certo il miglior difensore della squadra. Scegliendo di giocare con tre uomini di linea sovraccaricando il defensive backfield, Phillips dà Aaron DOnald in pasto ad un raddoppio (quando non viene triplicato) costante, regalando sempre almeno un uomo alla linea d'attacco avversaria. Contando che Suh e Brockers, pur lasciati uno contro uno, non riescono ad emergere ed approfittare della situazione, è evidente che Phillips dovrà metter mano alla sua difesa per ovviare ad una situazione che oramai tutti gli offensive coordinator avversari hanno ormai "scoperto", ingegnandosi per implementare la soluzione in maniera sempre diversa ma sempre efficace.
I Rams embrano aver smarrito il pallino del gioco. Potrebbe trattarsi si un normale rilassamento una volta conquistati matematicamente i playoff, ma si tratterebbe comunque di una situazione ad alto rischio per la continuazione della stagione.
I Rams hanno ancora Arizona e san Francisco, due partite assolutamente alla portata, per non perdere almeno il bye al primo turno, ora insidiato ad una sola partita di distanza dai Bears, mentre (a meno di sorprese nel monday night), il vantaggio del campo dovrebbe oramai essere appannaggio dei Saints, che hanno l'occasione di mettere due partite di vantaggio tra sè ed i Rams.
Per Philadelphia la situazione playoff è tornata prepotentemente d'attualità. COn un record di 7-7, come i Redskins, si piazzano ad una vittoria di distanza dai Dallas Cowboys, attualmente in testa alla division. Difficile il prossimo turno con i Texans, ma l'ultima giornata sarà proprio contro Washington, e potrebbe decidersi tutto lì.
Nel mentre, a Los Angeles, il dito scorre nervosamente sul bottone, ed il dilemma è: premere o non premere?
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