In attesa della schedule completa, che verrà pubblicata questa notte, la NFL ha comunicato le date delle partite internazionali. Quella che vedrà i Rams affrontare i Bengals a Londra si giocherà a Wembley domenica 27 ottobre ad un orario che non è ancora chiaro se siano le 18 o le 19 italiane (le comunicazioni degli orari sono contrastanti sui siti americano ed inglese).
Un peccato non giocare nel nuovo stadio del Tottenham, anche perchè l'unica apparizione a Wembley conicise con la pesante sconfitta rimediata dai New England Patriots nel 2012. La squadra è com8unque molto diversa da quella di sette anni fa, fortunatamente, per cui ci aspetta uno spettacolo decisamente migliore.
Horned Heroes sarà ovviamente presente per raccontarvi la partita nei minimi particolari (sperando di non avere tutti i problemi di connessione avuti ad Atrlanta lo scorso febbraio).
A breve verranno quindi messi in vendita i biglietti per la partita di Londra. State all'erta, perchè si esauriscono in un amen!
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La Alliance of American Football ha chiuso i battenti la scorsa settimana, lasciando una marea di giocatori a spasso a due giornate dalla fine della regular season, ma molti di questi stanno firmando in questi giorni dei contratti con squadre NFL o CFL, a dimostrazione che il livello di gioco della AAF non era poi così pessimo e che, comunque, la sua missione di preparare i giocatori per il grande salto o per tornare da dove erano venuti, non era poi così campata per aria.
Anche i Rams hanno messo sotto contratto un giocatroe proveniente da questa lega: si tratta di John Wolford, quarterback degli Arizona Hotshots, sicuramente tra i tre migliori quarterback della lega assieme a due vecchie conoscenze dei Rams, Garrett Gilbert (draftato nel 2014 dagli allora St.Louis Rams) e Luis Perez (che ha fatto l'intero training camp 2018 con Los Angeles), che ha firmato per gli Eagles.
Wolford ha avuto un avvio di stagione strepitoso per poi calare a metà stagione, anche a causa di un infortunio patito alla terza giornata.

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La NFL ha definito le partite della preseason 2019, ed i Rams hanno ora la loro schedule per le quattro partite che precedono la stagione regolare. Una delle quattro la si conosceva già, perchè la settima scorsa la NFL aveva annunciato che i Rams ed i Cowboys si erano accordati per giocare una partita di preseason ad Honolulu, all'Aloha Stadium sede di tantissimi Pro Bowl, il 17 agosto.
Gli altri tre avversari dei Rams saranno i Raiders, l'8-10 agosto, i Broncos il 22-24 agosto ed i Texans, il 29-31 agosto.
Le date precise e gli orari verranno comunicati in seguito.
Raiders e Texans (già incontrate nella preseason 2018) saranno affrontate fuori casa, mentre quella contro i Denver Broncos è l'unica partita di preseason che i Rams disputeranno al Los Angeles Coliseum.
 
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Continuano i movimenti in entrata a Los Angeles, nonostante lo spazio nel cap sia davvero ridotto. Sono opzioni più o meno "low cost" ma che danno comunque un buon valore aggiunto al roster.
Nella serata di ieri è stato trovato l'accordo con Clay Matthews, linebacker ex Green Bay Packers, che ha firmato un contratto per due anni a 16,75 milioni di dollari. Matthews non è certo all'apice della sua carriera e l'età non è più verdissima, ma come sostituto di Mark Barron come inside linebacker da affiancare a Littleton non è affatto male. Chissà che quest'anno si riescano a risolvere i problemi in mezzo alla difesa riscontrati la passata stagione?
Altro arrivo eccellente è quello di Blake Bortles, quarterback proveniente da Jacksonville. Proprio il contratto con Jacksonville, che prevede ce i Jaguars paghino 6.5 milioni a Bortles nel 2019 anche se lo hanno lasciato andar via, ha fatto sì che il quarterback trovasse un accordo molto interessante per i Rams: 1 anno di contratto ad un milione di dollari. Sicuramente un miglioramento nel ruolo di backup, con Sean Mannion free agent che pare diretto verso Minnesota ad un prezzo maggiore rispetto a quello che i Rams pagheranno per Bortles, e la differenza di esperienza non si discute.

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Con l'arrivo di Eric Weddle era solo questione di giorni, se non ore, ed in effetti così è stato: Lamarcus Joyner lascia i Rams per firmare un contratto di 4 anni con i Raiders, ma non è l'unico giocatore che saluta Los Angeles.
Anche Rodger Saffold, infatti, firma un quadriennale, probabilmente l'ultimo della sua carriera, con i Tennessee Titans. Saffold era il più "vecchio", inteso come militanza, tra gli attuali Rams, ed ha avuto una storia piuttosto travagliata. Fallito l'inserimento come left tackle, Saffold aveva firmato per i Raiders qualche stagione fa, senonchè le forti perplessità sul suo conto fecero sì che "misteriosamente" fallisse le visite mediche ad Oakland, ritornando ai Rams. In effetti fu la sua fortuna, perchè venne spostato nel ruolo di guardia sinistra dove si impose fin da subito come uno dei migliori bloccatori sulle corse. In queste ultime stagioni il suo rendimento era ulteriormente migliorato, grazie anche alla presenza di Sullivan e Withworth ai due lati, ed aveva anche ridotto il numero di infortuni che avevano caratterizzato i primi anni della sua carriera.

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Seconda mossa alle porte della free agency e secondo ottimo colpo per il front office deiLos Angeles Rams che, nella serata di ieri, ha annunciato di aver rinnovato l'accordo con Dante Fowler Jr. per un altro anno.
Non sono ancora stati forniti i dettagli finanziari dell'operazione, ma la riconferma di Fowler non può che essere accolta favorevolmente, perchè il giovane linebacker ha fatto vedere delle ottime cose nello scorcio di stagione giocato lo scorso anno dopo la trade con Jacksonville. Siamo certi che con un camp completo alle spalle con Wade Phillips, il suo apporto difensivo sarà ancora maggiore.
La scelta di rinnovare l'accordo per un solo anno probabilmente ha consentito di tenere le cifre dell'accordo ad un livello compatibile con la difficile situazione di salary cap dei californiani, ma non preclude, ovviamente, ad un accordo pluriennale da definirsi in seguito.
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E' durata solo tre giorni la free agency di Eric Waddle, rilasciato dai Baltimore Ravens martedì scorso. Dopo un rapido workout per i Los Angeles Rams, infatti, Weddle è stato messo sotto contratto dai vicecampioni del mondo, costituendo la prima acquisizione ufficiale della nuova stagione (in realtà, tecnicamente fa parte ancora della stagione 2018, perchè la NFL non ha ancora dato inizio alla stagone 2019).
La safety ex Ravens e Chargers ha firmato un contratto per due anni per un salario totale intorno ai 12.5 milioni di dollari, di cui 10.5 garantiti e 2 in incentivi.
Weddle dovrebbe andare a sostituire Lamarcus Joyner che, a questo punto, difficilmente sarà rifirmato, soprattutto perchè dopo un anno di franchise tag, il contratto di Joyner vale molto più dei 12 milioni in due anni spesi per Weddle.
Weddle ha 34 anni, per cui non si può certo dire che sia una mossa in ottica futura, ma nonostante l'età non più giovanissima, parliamo pur sempre di un giocatore che è andato al Pro Bowl nelle ultime tre stagioni, per cui almeno dal punto di vista del gioco non è certamente inferioe a Joyner, anzi.
Come avevamo detto qualche giorno fa, aspettiamoci altri movimenti in free agency, perchè Snead e McVay hanno già dimostrato di essere tanto aggressivi nel mettere sotto contratto i giocatori, quanto creativi nel farlo mettendo a posto ogni tassello di quel complicatissimo puzzle che si chiama salary cap.
 
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Primi movimenti in preparazione alla free agency che si aprirà la prossima settimana. Il Front Office dei Rams ha fatto sapere che non eserciterà l'opzione sul contratto del centro John Sullivan e rilascerà il linebacker Mark Barron.
Il rilascio di Sullivan salva circa 5 milioni sul cap a fronte di una penalità di un milione, mentre il contratto di Barron libera 7.6 milioni con una penale di circa due. In totale i Rams si creano un bonus di circa undici milioni sotto il cap, sufficiente  per attaccare qualche free agent o, ad esempio, per rinnovare il contratto di Rodger Saffold, un altro la cui situazione è ancora abbastanza in bilico.
Ovviamente la partenza di Sullivan e Barron lascia due vuoti che saranno colmati nell'immediato da due giocatori draftati lo scorso anno, il centro Brian Allen ed il linebacker Micah Kiser, che però non hanno praticamente mai messo piede in campo nella passata stagione. E' chiaro che bisognerà intervenire in free agency o via draft per rimpolpare un po' le posizioni scoperte.
Vista la lunga lista di giocatori inodore di free agency, non è detto che queste siano le ultime notizie infatto di tagli che venrranno dal front office nei prossimi giorni.
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Mancano meno di due settimane all'inizio della free agency 2019, e la temperatura inizia già ad alzarsi in casa Rams, con tutta una serie di decisioni che dovranno essere prese sulla moltitudine di giocatori in scadenza di contratto.
L'off season dello scorso anno era stata scoppiettante e molto dimanica, ed aveva portato a Los Angeles una serie di giocatori straordinari, nell'ottica di scommettere il tutto per tutto per darsi una chance per il Super Bowl. La strategia ha funzionato, il SUper Bowl è arrivato, anche se il trofeo è andato ai Patriots, per cui l'obiettivo si può dire raggiunto, ma ora è il momento della verità, dovendo gestire tanti giocatori con contratti importanti in scadenza.
Se la buona notizia della settimana era arrivata da Andre Whitworth, che aveva rotto gli indugi dichiarando di voler onorare l'ultimo anno del proprio contratto e giocare ancora la stagione 2019 in casacca Rams, la doccia fredda è arrivata ieri quando, in rapida successione, sono arrivate le notizie su Saffold e Suh. Al primo quasi certamente non sarà offerto un rinnovo di contrtto, mentre al secondo sarà concesso di sondare il mercato dei free agent prima di prendere qualsiasi decisione su eventuali rinnovi (che non verrebbero sicuramente a piccole cifre).

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Rieccoci, finalmente. Dopo un viaggio da odissea e qualche giorno per rimettere a posto alcuni arretrati ed incombenze legate agli impegni presi per resocontare il Super Bowl, possiamo finalmente dedicarci a noi.
Partiamo dalle sensazioni post partita. Rabbia? Si, un po’, perché la partita era ampiamente alla nostra portata. Delusione? No, perché anche se l’attacco ha giocato male, i Rams hanno dimostrato di essere una squadra vera. Scoramento? Per nulla. Atlanta rappresenta il punto di partenza per una squadra che ha completamente svoltato rispetto a solo due anni fa ed è pronta a ripercorrere i fasti dei primi anni del nuovo secolo cercando di non ripetere i medesimi errori, partendo dal presupposto che abbiamo uno dei migliori head coach in circolazione, uno dei migliori quarterback in circolazione, uno dei migliori running back in circolazione, il miglior giocatore difensivo in circolazione ed una squadra giovane e talentuosa che, con qualche innesto mirato, può tranquillamente puntare a Miami 2020 ed a restare ai vertici per gli anni a venire.
Ad Atlanta abbiamo pagato caro lo scotto dell’inesperienza. Non è un caso che il vecchio volpone Wade Phillips, dopo una regular season in cui a volte venivano dei dubbi sulla bontà della sua difesa, ha sfoderato le sue armi migliori proprio nelle partite che contavano, tirando fuori una prestazione maiuscola dopo l’altra da parte del reparto difensivo, compreso il Super Bowl di Atlanta, che ha visto la difesa di Los Angeles limitare l’attacco di New England a soli 13 punti segnati. Alzi la mano chi avrebbe mai pensato che, concedendo solo 13 punti agli avversari, avremmo perso la partita.
Non vedo mani alzate. Bene. Su questo siamo allineati.

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