Solo dodici mesi fa Pharoh Cooper, che aveva rilevato un irritante Tavon Austin nel ruolo di ritornatore, si guadagnava la convocazione al Pro Bowl. Ieri, proprio nel giorno in cui sono stati annunciati i Pro Bowler (Gurley, Goff, Donald e Littleton per i Rams) Cooper è stato tagliato poche settimane dopo essere rientrato da un infortunio subito ad inizio stagione. Dal suo rientro, le performance di Cooper non erano state minimamente comparabili a quelle dello scorso anno e di inizio stagione. Cooper non era stato ingrado di riconquistarsi il posto di punt returner, rimasto a JoJo Natson che, al netto dell'errore di domenica, si sta comportando egregiamente, mentre aveva ripreso a ritornare i kickoff raggiungendo però una media di poco superiore alle 20 yard a ritorno, pegio delle 24,6 del suo sostituto Blake Countess che si mormorava dovesse già riprendersi il posto contro gli Eagles. Così non è stato, ma l'avvicendamento ha tardato di una sola settimana, poichè domenica contro i Cardinals sarà proprio Countess a ritornare i kickoff.
La scarsa produttività di Cooper non è il solo motivo che ha portato i Rams a decidere di fare a meno di lui.

0
0
0
s2sdefault

A Los Angeles il “Panic Button” non è ancora stato premuto, ma le dita sono vicine, maledettamente vicine., Lo sfiorano, lo accarezzano, passano sulla superficie curva, liscia e rossa, e la tentazione di dare una bella pressione e far scattare l’allarme nucleare c’è eccome, ed è evidente. E’ esattamente la situazione di cui parlavamo in sede di pronostico prestagione: tutto sta a gestire il momento in cui arriveranno le prime sconfitte per una squadra che ha fin qui fatto un percorso quasi netto come infortuni ed ha tenuto il campo anche in occasione della sconfitta contro i Saints. Fino al Monday Night dei record vinto 54-51 contro i Chiefs. Da allora, il black out. Una vittoria risicata contro i Lions, una sconfitta netta contro i Bears e, ieri notte, la seconda sconfitta consecutiva contro i Philadelphia Eagles, che saranno sì i campioni in carica, ma quest’anno non stanno certo ripetendo la stagione del titolo ed hanno una lista infortunati lunga quanto un elenco telefonico.
 
Dopo la disfatta di Chicago, i Rams erano attesi ad un riscatto contro i Philadelphia Eagles al Memorial Coliseum, ma hanno steccato per la seconda volta consecutiva.
Corsi e ricorsi storici. Come lo scorso anno, Nick Foles (Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più? –cit.) sostituisce Carson Wentz e fa a fettine la difesa dei Rams portandosi a casa una vittoria importantissima per gli Eagles che restano aggrappati con le unghie e con i denti ad un posto nelle wild card. Come lo scorso anno, un erroraccio su un punt return consegna virtualmente la partita agli Eagles, anche se non è stato l’episodio decisivo ai fini del risultato di 30-23 per gli Eagles, punteggio che è sostanzialmente maturato nel secondo tempo, quando gli Eagles hanno allungato definitivamente grazie ad un paio di magie di Foles ed a qualche ricezione da circo di Jeffery.

0
0
0
s2sdefault

Nel gelido Soldier Field di Chicago, i Los Angeles Rams perdono la seconda partita della stagione contro i Chicago Bears e tornano ad occupare il seed #2 nella griglia playoff, il che significa che l’eventuale NFC Championship verrebbe giocato presumibilmente fuori casa. Ma è presto per preoccuparsi del championship o dei playoff in generale, prima bisogna cercare di capire cosa sia successo a Chicago e, più in generale, dopo il bye, perché i Rams del dopo-Chiefs non sembrano essere gli stessi delle prime undici giornate.
Contro i Bears abbiamo assistito alla peggiore prestazione di Goff nell’era McVay, affermazione che avevamo fatto solo la scorsa settimana ma che dobbiamo aggiornare dopo la prestazione da quattro intercetti ed una miriade di lanci sbagliati sfoderata al Soldier Field. Sarebbe facile nascondersi dietro le scuse del freddo (che ha sicuramente condizionato le prestazioni di entrambi i quarterback) e della scarsa attitudine della squadra a giocare all’aperto con temperature rigide, della giornata storta di Goff e della linea d’attacco, ed altre amenità del genere. La realtà è purtroppo diversa: la difesa dei Bears ha dominato la partita più di quanto non sia riuscita a fare quella dei Rams, ed ha letteralmente azzerato uno degli attacchi più prolifici dell’intera lega.

0
0
0
s2sdefault

Stagione finita per il runningback Malcolm Brown, a causa dell'infortunio rimediato nella partita di domenica scorsa contro i Detroit Lions. Nella seconda delle sue portate, Brown ha accusato undolore alla spalla che l'ìha rimandato in sideline, scaricando così tutto il peso del running game sulle spalle (larghissime) di Todd Gurley.
Brown si è procurato una lesione alla clavicola che è stata sistemata ieri senza che fosse necessario intervenire chirirgicamente. La convalescenza, però, sarà comunque lunga, perchè si parla di almeno due messi, il che significa che la stagione è irrimediabilmente andata.
Brown verrà quasi sicuramente messo in Injured Reserve, ed al suo posto dovranno guadagnarsi il posto Justin Davis ed il promettentissimo rokkie John Kelly, che in preseason ha fatto vedere cose egregie ma fino ad oggi è sempre stato inattivo.

0
0
0
s2sdefault

I Los Angeles Rams sono la prima squadra a vincere la propria division ed a qualificarsi ai playoff per questa stagione, e lo fanno con una vittoria a Detroit giocando una partita piuttosto spenta ed approfittando del fatto che i Lions non sono poi tutto questo granchè di squadra. Il secondo titolo divisionale consecutivo (roba che non succedeva dai tempi di Ray Malavasi, quindi 1978/79) è il primo obiettivo stagionale centrato, ed averlo raggiunto già alla tredicesima giornata rende tutti un po’ più tranquilli, soprattutto perché con la sconfitta dei Saints di giovedì scorso, i Rams sono nuovamente insediati al numero 1 della griglia playoff con la possibilità di giocarsi Divisional ed eventuale finale di Conference tra le mura amiche del Coliseum.
Dall’altra parte, però, il rischio è che la squadra si sieda, perdendo quella carica e quel furore agonistico che l’hanno caratterizzata nella prima parte di stagione. Probabilmente è quello che è avvenuto ieri sera a Detroit, dove Jared Goff ha disputato senza dubbio una partita opaca (ad essere generosi) ed in generale tutto l’attacco è sembrato lento e fuori sincrono, con diversi passaggi andati a vuoto ed il gioco di corsa che stentava a decollare. Todd Gurley ha finito con oltre cento yard su corsa, è vero, ma spesso e volentieri si è trovato in difficoltà, fermato dalla difesa avversaria come non gli accade molto spesso.

0
0
0
s2sdefault

Come previsto dallo stesso giocatore fin dal momento dell'infortunio che lo ha relegato in Injured Reserve per due mesi, Aqib Talib è pronto per rientrare in campo domenica sera contro i Detroit Lions.
Quanto giocherà Talib è ancora tutto da vedere. McVay non si sbilancia, ma l'ottimismo che regna nell'ambiente suggerisce che prenderà parte ad una buona percentuale di snap, restituendo alla difesa sui passaggi quella solidità persa sin da Week 3 quando, in un colpo solo, si infortunarono Peters e Talib.
Marcus Peters è rientrato fin da subito, nonostante fosse sembrato inizialmente aver subito l'infortunio peggiore, ma le cose, per la secondaria dei Rams, non sono andate esattamente per il verso giusto. Gli attacchi avversari hanno iniziato a testare il profondo confidando (a ragione) nel fatto che Peters non fosse al 100% e che i sostituti di Talib non fossero troppo affidabili, e spesso la tattica ha pagato, trasformando delle vittorie facili in partite giocate punto a punto. Lo stesso Peters ha rimediato figuracce epocali, ricordiamo la partita contro i Saints, quando ha dovuto fronteggiare i migliori ricevitori avversari, mentre si è disimpegnato meglio, ricordiamo la partita con i Chiefrs, quando gli è stato chiesto di coprire il tight end o i ricevitori secondari.

0
0
0
s2sdefault

Era stata già etichettata come “anteprima del Super Bowl”, e l’attenzione di tutti era diretta verso quella che sembrava essere la partita più attesa dell’anno. Le aspettative erano altissime e non sono andate deluse. Quella tra Kansas City Chiefs e Los Angeles Rams è stata una partita incredibilmente bella, emozionante e combattuta proprio come ci si aspettava e anche se alla fine il tabellone recita 54-51 in favoe dei Rams, i Chiefs non escono affatto sconfitti o ridimensionati da una prestazione del genere, così come sarebbe stato per i Rams se Mahomes e compagni avessero ribaltato per l’ennesima volta l’incontro negli ultimi secondi.
Potremmo parlare per ore dei numeri esorbitanti di questa partita, dei record, delle prestazioni  eccezionali di questo o quel giocatore e non riusciremmo a raccontarvi comunque quello che è successo lunedì notte al Los Angeles Memorial Coliseum, perché è stata una partita da vivere intensamente ogni singolo istante, una di quelle partite che saranno ricordate negli annali non solo per i record, ma soprattutto per il pathos e le emozioni che ha regalato agli spettatori.
Un Coliseum così caldo ed elettrico crediamo di non averlo mai visto, neanche quando a Los Angeles c’erano i Raiders o, prima di trasferirsi ad Aneheim, ci giocavano i Rams versione L.A. 1.0, e poco importa se per riempirlo, dati anche i ristrettissimi tempi dovuti allo spostamento della partita inizialmente prevista a Città del Messico, molti biglietti sono stati regalati soprattutto ai cosiddetti “First Responders”, cioè a tutti coloro, vigili del fuoco, soccorritori, forse di polizia, che si sono prodigati nelle settimane passate contro i massicci incendi che hanno colpito Los Angeles da vicino causando decine di vittime e bruciando interi sobborghi e città vicine. Dopo le polemiche degli ultimi tempi in cui i tifosi di L.A. erano accusati di non sostenere abbastanza la squadra con la presenza allo stadio, in occasione del Monday Night l’atmosfera è stata davvero rovente e per i Rams si è trattata di una vera e propria partita incasa come nn accadeva da tempo immemore.

0
0
0
s2sdefault

Questa notte nel Monday Night con i Kansas City Chiefs, potremo probabilmente vedere in campo Pharoh Cooper a due mesi dall'infortunio che lo relegò in injured reserve dopo la partita inaugurale della stagione 2018 contro gli Oakland Raiders.
A meno di sorprese dell'ultimo minuto, quindi, Cooper Kupp doivrebbe essere ufficialmente inserito in injured reserve dopo l'operazione al legamento lesionato della scorsa settimana, ed al suo posto nel roster attivo dovrebbe rientrare Cooper.
Cooper dovrebbe anche riprendersi il ruolo di ritornatore per quanto riguarda i kickoff, mentre JoJo Natson continuerà ad occuparsi dei punt. Dalle previsioni della partita, comunque, si prevede un super lavoro pe Cooper, rispetto a Natson, in quanto si preannuncia una partita dal punteggio alto, con tante segnature e pochi punt.
Cooper sarà comunque anche inserito nella rotazione dei ricevitori, anche se al momento sembra che il posto di Kupp nello slot sarà preso da Josh Reynolds e Robert Woods, che si alterneranno nel ruolo, un po' per non dare chiavi di lettura alla difesa dei Chiefs, un po' per sfruttare la velocità di Woods anche nella posizione di ricevitore interno.

0
0
0
s2sdefault

Niente Città del Messico per Rams e Chiefs quest'anno. La NFL ha infatti comunicato che, a causa delle pessime condizioni del terreno di gioco dello stadio Azteca, dove avrebbe dovuto svolgersi il Monda Night della prossima settimana, la partita più attesa di questa regular season si giocherà al Coliseum di Los Angeles.
La decisione non coglie di sorpresa, perchè già da qualche giorno avevano iniziato a circolare le prime fotografie (come quella qui a fianco) dello stato del terreno di gioco, completamente rovinato da un periodo di forti piogge e, soprattutto, dai residui lasciati dagli effetti pirotecnici di un concerto svoltosi qualche giorno fa.
Per oggi pomeriggio era previsto un sopralluogo per capire se fosse possibile sistemare il terreno di gioco prima di lunedì sera, ma poche ore prima di questo sopralluogo hanno iniziato a girare le prime voci sui mugugni dei giocatori di entrambe le squadre, mugugni che si sono trasformate in promesse di non giocare nel caso la NFL non avesse deciso di spostare la partita.
Grande delusione, ovviamente, per gli oltre centomila spettatori che aspettavano di gremire gli spalti dell'Azteca, ma grande giubilo nella comunità losangelina per aver recuperato una partita (e CHE partita!) casalinga. Ora, ovviamente, toccherà a loro riempire il Coliseum.

Dopo la battuta d'arresto di domenica scorsa contro i New Orleans Saints, i Los Angeles Rams erano attesi da una prova non semplice: riprendere a vincere contro i rivali divisionali dei Seattle Seahawks che, poco più di un mese fa, erano andati vicinissimi al colpaccio perdendo di soli due punti la prima delle due sfide divisionali. I Rams recuperavano Cooper Kupp ma, come vedremo, si tratterà di un fuoco di paglia.
 
I Seahawks sono lontanissimi parenti di quella squadra che ad inizio stagione sembrava destinata ad un 2018 mediocre, con i tanti punti interrogativi che circondavano la squadra ed il suo processo di ricostruzione. Quelli visti ieri a Los Angeles, invece, sono apparsi una squadra che si sta giocando le possibilità per una wild card, dando per scontato che la division difficilmente sfuggirà ai Rams, ma soprattutto sono apparsi una squadra migliorata molto in difesa ed anche in attacco, dove Russel Wilson sembra essersi risvegliato dal torpore di inizio campionato e soprattutto Davis ha dimostrato di poter essere un runner affidabile e concreto che ha messo spesso in seria difficoltà la difesa californiana, terminando la partita con 12 corse per 108 yard, che gli sono valsi l'ottima media di 9 yard a corsa.
Los Angeles ha patito più del previsto il gioco di corsa di Seattle, nonostante la difesa se la sia cavata egregiamente nel secondo tempo, limitando i danni e procurando diversi stop fondamentali, intervallati, però, dai grossi guadagni di un Wilson nuovamente in palla e sempre attento a prendere le opportunità che la difesa dei Rams gli ha lasciato, finendo la partita con ben 92 yard guadagnate personalmente su corsa.
Dopo due partite consecutive in cui Marcus Peters era stato il bersaglio preferito dei quarterback avversari con discreto successo, ci si aspettava a un certo tipo di reazione dal cornerback con il numero 22, e se si eccettua una vera e propria magia di Lockett, Peters si è disimpegnato bene, senza correre grossi pericoli e, soprattutto, senza perdersi i ricevitori per strada come gli era accaduto fin troppo spesso nelle settimane scorse.

0
0
0
s2sdefault